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MELONI E SALVINI INVENTANO IL DIRITTO CIVILE, CHE GIÀ ESISTEVA A LORO INSAPUTA

di angelo iannaccone*

Annunciata la rivoluzione del «chi rompe paga»: nei tribunali si continuano a condannare i responsabili dei danni al risarcimento, come accade già da qualche secolo; ma da oggi il merito è del governo.
Presentando il decreto sicurezza approvato il 20 ottobre, Giorgia Meloni ha dichiarato: «Con questo provvedimento applichiamo un principio semplice: chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori»; una frase che, pronunciata nell’annunciare le misure del governo, presenta come conquista del governo un obbligo che esisteva già ed era regolarmente applicato. Continua la lettura di MELONI E SALVINI INVENTANO IL DIRITTO CIVILE, CHE GIÀ ESISTEVA A LORO INSAPUTA →

TREMA MILANO TREMA

Secondo me non bastano. Sabato, e anche domenica, i 500 parà della Folgore avranno il loro da fare per mettere in sicurezza la città di Milano. Sono mandati a ripristinare l’ordine pubblico in una città terrorizzata, ma solo all’ultimo momento, anche se l’annuncio del raduno non è di oggi. Nemmeno l’ottavo decreto sicurezza del governo già Del Mastro-Santanché, potrà nulla contro i danni che provocherà nella città meneghina il Congresso straordinario della Lega di Salvini. Che guai combineranno in due giorni di “guerra ibrida” i devoti putiniani? Altro che maglioni o cellulari rapinati in negozi di lusso… I genitori di Salvini avranno i quattrini per risarcire i soldi gettati per il giocattolo “Ponte di Messina” o per lo scasso della rete ferroviaria italiana perpetrato dal figliuolo? (A proposito: La Lega quando terminerà il rimborso dei 48.969.617 euro truffati allo Stato e rateizzati fino al 2094?).

La Lepre marzolina – giovedì 22 ottobre 2026

Protesta e violenza: la distinzione che la politica non vuole fare

di angelo perrone

Le violenze di Milano vanno condannate senza attenuanti, ma non esauriscono le ragioni di una protesta giovanile diffusa. Né chi guarda solo all’ordine pubblico né chi legge la violenza come una forma di protesta aiuta a capirla. Serve una politica che risponda.

Un cappuccio nero, una vetrina in frantumi, un telefono alzato per filmare. Le immagini di Milano di sabato 17 ottobre, con il saccheggio del Decathlon in Foro Buonaparte e l’assalto a un supermercato di via Torino, sono quelle che resteranno. Ma dietro quelle immagini c’è dell’altro, e confonderlo con esse sarebbe un doppio errore: verso la verità dei fatti e verso i ragazzi che con i saccheggi non c’entrano nulla. Continua la lettura di Protesta e violenza: la distinzione che la politica non vuole fare →

GARA TRA MENTECATTI

E più forte di lui. È talmente roso dall’ambizione che non riesce a fare a meno di distruggere o comunque di far perdere la coalizione di Centro sinistra. Prima, Conte annichilisce il risultato del referendum sulla giustizia ingaggiando immediatamente una bella competizione sulle Primarie; poi, avanza pubblicamente assurde pretese sulla materia, che diventano un tormentone oggetto di scherno di tutta la destra e anche delle persone pensanti che hanno a cuore le sorti della sinistra (a cui peraltro Conte, pleonasticamente, assicura di non appartenere). Ora inaugura un’altra battaglia che, se continuasse, stenderebbe un bel tappeto rosso per la propaganda meloniana. Ieri, sembra, si sono riuniti i rappresentanti dell’Opposizione e si sono messi d’accordo almeno (sembra) su un argomento del programma elettorale. E in tempo reale il capo del M5s si precipita a intestarsi il passo in avanti: «Sono venuti sulle nostre posizioni».

La storia continuerà così: Schlein dichiarerà: “La terza virgola del punto tre del programma unitario costituisce una grande vittoria del Pd”. A cui risponderà Patuanelli:“Sì, ma il compromesso sul punto 9 è stato raggiunto dopo il cedimento dell’Avs, che è venuto finalmente sulle nostre tesi”. Ma, a quel punto, Renzi ribatterà: “Grande vittoria di Italia viva che è riuscita a imporre un punto esclamativo che era stato dichiarato inaccettabile dal M5s”. E così via.

Conte ha inaugurato una gara tra mentecatti, che divertirà molto l’elettorato nel pregustare il ricovero urgente di una classe dirigente predisposta al suicidio.

La lepre marzolina –   mercoledì 14 ottobre 2026

USCITO IL N.199 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
rete per un voto libero e uguale

03. DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE
04. angelo perrone, chi scrive le regole non dovrebbe giocarci
la biscondola
05. paolo bagnoli, la democrazia dell’assenza
la vita buona
07. valerio pocar, viva la squola!
astrolabio
09. pasquale giannino, la scuola sotto attacco: docenti alla gogna
cronache da palazzo
11. riccardo mastrorillo, imparare a usare l’uncinetto – critica semiseria ai centrini
12-14 bêtise
cosmopolis
13. professione reporter, “zelensky cocainomane, macron pedofilo”. newsguard: 906 notizie false dalla russia
15. angelo perrone, il ritorno al buio: la condizione femminile in afghanistan e il silenzio dell’occidente
lo spaccio delle idee
17. roberto badulato, politica, postpolitica, iperpolitica
19. antonio pileggi, grazia deledda, piero gobetti, giovanni amendola e dario fo
24. comitato di direzione
24. hanno collaborato

LA PARODIA DI UN PATTO SCELLERATO

“ULTIM’ORA-Trump: “All’Ucraina serve un nuovo comico”

Questa battuta, roba da schiattare dalle risate, è il devoto ossequio d’oggi che il Фатто Куотидиано offre quotidianamente a Putin, per celebrare la vittoria russa sull’Ucraina, affermata bisettimanalmente da Orsini e Travaglio almeno da quattro anni e mezzo. Senza alcun senso del ridicolo. Questa volta ci mettono più foga, perché sperano nell’ennesima caricatura del Patto Molotov-Ribbentrop tra due guitti assassini, premi Nobel per la Guerra, che si vogliono dividere il mondo, e che per questo raccolgono l’ammirazione di tutti i Rossobruni.

la lepre marzolina – lunedì 12 ottobre 2026

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USCITO IL N.198 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
l’osservatore laico

03. francesco zanardi, lo scandalo di enna – istituzioni genuflesse alla chiesa
la biscondola
05. paolo bagnoli, non dimenticare piero calamandrei
cosmopolis
07. maurizio delli santi, ottant’anni da norimberga — le pietre d’inciampo, la memoria e la responsabilità della giustizia
10. ermanno vitale, grande mobilitazione, pollai e “tanatopolitica”
12. niccolò rinaldi, i talebani e l’apartheid di genere in afghanistan
la vita buona
14. valerio pocar, burqa, scolastico o elettorale?
astrolabio
16. gianni cuperlo, una pessima riforma elettorale
18. angela furlan, diritti senz’anima – l’effettività amministrativa dei diritti fondamentali alla prova del caso miriam
21. barbara fabbroni, aggredire, filmare, condividere: che cosa sta accadendo ai nostri ragazzi?
25. roberto fieschi, energia dalla fusione nucleare
lo spaccio delle idee
23. alessandro cavaliere, gregory bateson e l’ecologia liberale – oltre la pianificazione di sinistra e il finto pragmatismo di destra
in fondo
27. enzo marzo, 1. il conclave – cum clave  2. il pelo e il vizio del lupo
30. comitato di direzione
30. hanno collaborato

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE E L’EQUILIBRIO DELLA COSTITUZIONE

di maurizio delli santi*

In una fase di profonde trasformazioni degli equilibri istituzionali, appare necessario riaffermare la centralità del Parlamento e il valore dei contrappesi che presidiano la democrazia costituzionale.

«Noi professori di Diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una profonda e motivata preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati»: così cominciava l’appello, significativamente intitolato “Torniamo alla Costituzione”, sottoscritto da oltre un centinaio di docenti di Diritto costituzionale, a testimonianza dell’ ennesimo allarme per la tenuta dei principi fondamentali della rappresentanza democratica e dell’equilibrio tra gli organi dello Stato. Nonostante ciò, la riforma è stata approvata, dando così avvio a un nuovo fronte di battaglia destinato a sfociare davanti alla Corte costituzionale.  Vale premettere una prospettiva: non ci interessa qui sostenere una linea politica di parte, ma solo richiamare le grandi elaborazioni della moderna democrazia deliberativa e della cultura giuridica europea. Si tratta di rifarsi ai modelli politici ispirati da pensatori come Hans Kelsen e Jürgen Habermas: la legittimazione democratica non può prescindere dal rispetto delle garanzie costituzionali e dal “parlamentarismo puro”, inteso come espressione di piena rappresentatività del pluralismo politico e della volontà popolare. Continua la lettura di LA NUOVA LEGGE ELETTORALE E L’EQUILIBRIO DELLA COSTITUZIONE →