libelli vecchi e nuovi - prossima uscita

La collana “Libelli vecchi e nuovi” vuole dare voce ai testi di quel pensiero liberale che da secoli è l’asse portante della modernità del mondo occidentale così contestata da tutti i fondamentalismi. Un pensiero messo all’Indice perché si contrappone all’assolutismo clericale e ai totalitarismi che non tollerano d’essere messi in discussione dal libero pensiero. La collana ha due diverse serie.
La prima (serie rossa) ridà vita a un genere poco frequentato in Italia, il pamphlet, un testo di attualità breve, polemico, propositivo, antiaccademico ma rigoroso. La seconda (serie blu) ripubblica antichi testi liberali, laici, libertini, democratici, dimenticati o occultati dal conformismo del nostro paese.

Alexis de Tocqueville

L'ATEO LIBERALE. Religione - Chiesa - Società

Saggio introduttivo e cura di Paolo Ercolani

n.10 ottobre 2008 - 352 pagine - 20 euro

Tradotta e raccolta, per la prima volta in italiano, la summa sulla religione di un grande classico del pensiero. Islam, induismo e cristianesimo

vengono analizzati da Tocqueville nel loro contesto storico, politico e sociale.

 

libelli vecchi e nuovi - in libreria - edizioni dedalo - collana dedalo

Pierfranco Pellizzetti

LA QUARTA VIA. Una Sinistra vera dopo la catastrofe

prefazione di Giorgio Galli

n.9 - luglio 2008 - 244 pagine - 16 Euro

Per la Sinistra, contro «questa» Sinistra, perché la catastrofe economica, sociale e morale delle politiche liberiste e della globalizzazione finanziaria impone alla Sinistra di ricercare nuove «vie», che superino quella visione di opaco controllo amministrativo che spiana la via all’avversario, si chiami Bush, Sarkozy o Berlusconi. Gli esempi di Obama e di Zapatero dimostrano che un’altra via è possibile. Una ricerca e una sperimentazione ancora tutte da compiere.

L'autore.  Pierfranco Pellizzetti è uno studioso di Politiche di territorio e di Organizzazioni complesse che alterna l’insegnamento all’attività pubblicistica. Già docente incaricato alla Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, ha insegnato in numerosi master. Membro del Comitato scientifico di «Critica Liberale», è saggista di «Micro­mega» e opinionista del quotidiano «Il Secolo XIX».

libelli vecchi e nuovi - la collana

Enzo Marzo

LE VOCI DEL PADRONE. Saggio di liberalismo applicato alla servitù dei media

n.1 - Marzo 2006, 224 pagine, 15,00 euro

 Un pamphlet sulla libertà d’informazione, sullo stato dei media nel presente e in un futuro condizionato da rivoluzionari mutamenti tecnologici.

L'autore
Enzo Marzo da oltre trent’anni è giornalista del «Corriere della Sera», dove ricopre e ha ricoperto incarichi di responsabilità sia nel settore politico che in quello culturale. È docente di Profili deontologi della professione giornalistica presso la scuola di giornalismo Luiss. È direttore di «Critica liberale», mensile di sinistra liberale, e presidente della Fondazione Critica liberale, che ha avuto come presidente onorario, fino alla sua scomparsa, Norberto Bobbio. È stato tra i promotori di «Opposizione civile». È stato promotore del «Manifesto laico», coautore dell’omonimo libro, e membro del comitato di presidenza della Società laica e plurale.
 
L'opera
Il libro, che riprende nel titolo un’affermazione di Luigi Einaudi, è un violento e documentato atto d’accusa dello stato di degrado e di servitù del giornalismo italiano. Si affronta, dall’interno, il tema complesso della libertà d’informazione e il rapporto con il potere. Il discorso, assai critico, si snoda attraverso un percorso lineare che parte da concetti basilari, come quello di Verità, Obiettività e Opinione per arrivare a una proposta concreta sullo statuto delle imprese giornalistiche. Queste alcune delle tappe attraverso cui si articola il discorso: il mito dell’obiettività, l’informazione come componente necessaria e costitutiva di un regime democratico, la propaganda, la manipolazione dell’opinione pubblica, i conglomerati della comunicazione e lo spettro elettromagnetico, i nuovi apocalittici, le lobby che comandano oggi nei giornali italiani. L'autore rintraccia, in un «liberalismo critico», il metodo capace di affrontare e di fornire una soluzione alla crisi dei media, dando una versione aggiornata della separazione dei poteri, e delinea una proposta riformatrice in grado di affrontare i guasti provocati dal gigantismo e dal monopolio.


Pierfranco Pellizzetti - Giovanni Vetritto

ITALIA DISORGANIZZATA. Incapaci cronici in un mondo complesso

prefazione di Mauro Barberis

n.2 - Settembre 2006, 152 pagine, 14,00 Euro

Perché stentiamo a far funzionare ogni organizzazione complessa tipica della modernità? Dalla pubblica amministrazione all’impresa, dall’ospedale ai sistemi di mobilità, un paese individualisticamente povero e inefficiente mette a repentaglio, con gli standard minimi di governo, la sua stessa libertà.

Gli autori
Pierfranco Pellizzetti è un irregolare, uno della clandestinità. Già docente della Facoltà di Architettura nell’Ateneo genovese per le Politiche di Territorio, è membro del Comitato Scientifico di Critica Liberale. Opinionista di «Micromega» e del «Secolo XIX», è autore – tra l’altro – di "Politica e organizzazione" (Napoli, 1997) e "La politica dopo la politica" (Bologna 2002).

Giovanni Vetritto è un regolare, un civil servant. Dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica, è autore – tra l’altro – di "La parabola di un’industria di Stato" (Venezia, 2005).

L'opera
La patria dei più grandi organizzatori dell’antichità, i romani, è ora il paese dove eccellono solo unità minime, individuali. Per la prima volta, nel deprimente elenco delle patologie che affliggono «il caso italiano» (familismo amorale, collusione tra sistema politico ed economia, inadeguatezza delle classi dirigenti, compromissione dei partiti con settori della malavita organizzata), viene messa a fuoco una cronica debolezza culturale e operativa che spiega lo specifico nazionale: il deficit organizzativo. Perché stentiamo sistematicamente a far funzionare con efficienza le megamacchine sociali, le strutture complesse della modernità (dalla fabbrica integrata all’ospedale, dalla pubblica amministrazione agli apparati militari e di polizia), non meno di una semplice coda per acquistare un biglietto del cinema? Perché continuiamo a consolarci con il mito del genio italico, che cerca sempre l’uomo forte (da Mussolini a Berlusconi) come soluzione ai problemi? La vecchia modernità accentratrice e «piramidale» ci ha visto in evidente difficoltà; il nuovo mondo delle reti sarebbe l’occasione per superare il deficit organizzativo colmando limiti tecnici e interiorizzando il valore liberale della partecipazione deliberativa.


Marcello Vigli

CONTAMINAZIONI. Un percorso di lacità fuori dai templi delle ideologie e delle religioni

prefazione di Sergio Lariccia

n.3 - Novembre 2006, 304 pagine, 16,00 Euro
Incombe sul mondo la minaccia di una guerra di religione? Donne e uomini del terzo millennio potranno vivere «come se Dio non ci fosse» o dovranno rassegnarsi all’idea che «solo un dio ci può salvare»? Come vivere in pace in società diventate multietniche e multiculturali? In Italia conta più la CEI o il governo?

L'autore
Marcello Vigli è impegnato nel movimento delle Comunità Cristiane di Base ed è autore, con Filippo Gentiloni, del libro "Chiesa per gli altri. Esperienze delle Cdb italiane" (1985). È stato redattore della rivista «Questitalia» e nel 1974 tra i promotori del settimanale ecumenico «Com Nuovi Tempi». Attivo nel movimento Carta 89 per l’abrogazione del Concordato, ha redatto insieme a Mario A. Manacorda "Stato e chiese. Il potere clericale dopo il «nuovo concordato» del 1984 tra Craxi e Wojtyla" (1995), un commento a carattere divulgativo del testo. Con un suo scritto è presente in "Manifesto laico" (1999). Suo è "I giubilei del novecento. Papato e potere da inizio secolo al giubileo del 2000" (1999). Partecipa al movimento per il rinnovamento della scuola statale e ha scritto "Libertà d’insegnamento" in M. Bovero (a cura di) "Quale libertà. Dizionario minimo contro i falsi liberali" (2004).

L'opera
Gli ultimi avvenimenti hanno rilanciato il tema della laicità. Letterati, sociologi, politici e teologi lo affrontano in saggi, articoli e convegni con significati ogni volta diversi. Il libro s’inserisce nel dibattito proponendo un percorso di ricerca per l’elaborazione di un nuovo modo d’intendere la laicità, senza però abbandonare la questione del rapporto tra Stato e Chiesa, tra scienza e fede. Dopo l’analisi del processo storico, che in Occidente ha visto nascere, svilupparsi ed entrare in crisi la laicità, il volume analizza il senso del cosiddetto «ritorno del religioso», si misura con i quesiti posti all’etica e alla politica dalla manipolazione genetica da un lato e dalla crisi della democrazia dall’altro. Che effetto ha tutto ciò sui cristiani e la loro fede? Si metteranno in discussione o continueranno a farsi rappresentare da chi proclama i «diritti» dell’embrione, emargina le donne, discrimina gli omosessuali e demonizza l’eutanasia?


Jeremy Bentham

LIBERTA' DI GUSTO E D'OPINIONE. Un altro liberalismo per la vita quotidiana

a cura di Gianfranco Pellegrino

n.4 - Febbraio 2007, 352 pagine, 17,00 Euro

Quattro pamphlet liberali, quattro proposte di libertà nella nostra vita quotidiana. Libertà nella condotta sessuale, nella vita economica, nella discussione pubblica e nella stampa indipendente, garanzia contro gli abusi di potere

L'autore
Jeremy Bentham (1748-1832), fondatore dell’utilitarismo filosofico, fu l’anima della corrente dei «radical philosopher», un partito a sinistra dei Whig, promotori della grande riforma elettorale del 1832. Nelle sue opere principali, "Fragment on Government" (1776) e "Introduction to the Principles of Morals and Legislation" (1789), Bentham propose una riforma complessiva del diritto e delle istituzioni, volta ad assicurare la massima felicità del maggior numero dei cittadini.

L'opera
Il libro raccoglie quattro pamphlet che difendono la massima libertà nell’esercizio dei gusti personali e nell’espressione delle proprie opinioni. Nel primo, Bentham propone di depenalizzare qualsiasi condotta sessuale: uno Stato che si intrometta nei gusti sessuali dei suoi cittadini è paragonabile a uno Stato teocratico. Nel secondo, attacca il reato di usura e ne propone l’abolizione, con considerazioni acutissime di psicologia sociale: è il primo testo occidentale di denuncia dell’antisemitismo. Nel terzo pamphlet, Bentham analizza l’inestimabile valore della libertà di opinione nelle società democratiche. Nel saggio conclusivo spiega, con una chiarezza mai più raggiunta dopo di lui, come una stampa libera costituisca la migliore difesa contro il mal governo. In pagine ancora freschissime a distanza di due secoli, Bentham spazza via i principali tabù della nostra cultura, con un’acutezza psicologica rarissima.


Marcel Gauchet

UN MONDO DISINCANTATO? Tra laicismo e riflusso clericale

a cura di Davide Frontini
 
n.5 - Febbraio 2008, 248 pagine, 16,00 Euro
Papa Ratzinger e il nuovo clericalismo, la new age e i Talebani: siamo davvero di fronte a un ritorno del religioso? Dall’autore de Il disincanto del mondo una riflessione puntuale e un’analisi rigorosa per liberarci dalle false apparenze e cominciare a pensare la religione nella democrazia.

L'autore
Marcel Gauchet è direttore di studi all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e dirige la prestigiosa rivista «Le Débat». Oltre a Il disincanto del mondo. Una storia politica della religione (1992), che contiene quella che molti considerano come la più importante teoria della religione dopo quelle di Weber e Durkheim, sono disponibili in traduzione italiana: L’inconscio cerebrale, 1994; Storia di una dicotomia. La destra e la sinistra, 1994; Tocqueville, l’America e noi, 1996; La democrazia contro se stessa, 2005; Il religioso dopo la religione, 2005. In edizione francese sono appena stati pubblicati i primi due volumi della sua ultima opera, L’avènement de la démocratie
 
 
L'opera
Il libro raccoglie una serie di saggi e interviste nelle quali Gauchet torna sulla tesi centrale de Il disincanto del mondo a vent’anni dalla sua pubblicazione. Tra i temi trattati, l’idea della modernità come processo di «uscita dalla religione» e l’interpretazione della crisi della democrazia contemporanea come il risvolto negativo del regime dell’integrale autonomia. Nella prima parte, si mostra la validità e la pertinenza storica e filosofica delle tesi sostenute ne Il disincanto del mondo confutando l’ipotesi diffusa che vede in fenomeni quali l’emergere dei più diversi fondamentalismi religiosi, o nell’affiorare di nuove forme di spiritualità, il segno di un ritorno del religioso. Nella seconda parte, si mostra l’altro aspetto del problema: cosa ne è di una politica ricondotta all’integrale auto-definizione del suo contenuto e dei suoi fini? E della religione cui è sottratta qualsiasi presa sul sociale? L’ipotesi gauchetiana offre un punto di vista originale e una lucida analisi delle attuali contraddizioni.


Norberto Bobbio

CONTRO I NUOVI DISPOTISMI. Scritti sul berlusconismo

premessa di Enzo Marzo - postfazione di Franco Sbarberi

n.6 - in libreria 11 Marzo 2008, 112 pagine, 14,00 Euro
Ancora Berlusconi? Ormai la polemica contro il padrone di Forza Italia sembra aver preso altre vie. I «demonizzatori», come Bobbio, sono cancellati dalla politica dell’«inciucio» e delle larghe intese. Eppure, la realtà è rimasta la stessa. Pagine dense, scritte all’origine del fenomeno «berlusconismo», che ha poi contaminato un po’ tutti, anche i suoi presunti oppositori.

 

L'autore
Norberto Bobbio (Torino 1909-2004), filosofo del diritto e della politica, fu nominato senatore a vita nel luglio del 1984. Insegnò nelle Università di Camerino, Siena, Padova e Torino, e con la sua vastissima opera si qualificò come il più importante intellettuale italiano del secondo dopoguerra. Da ricordare, soprattutto, Teoria generale della politica, 1999. Bobbio si misurò con il liberalismo (Politica e cultura, 1955), con le ideologie politiche (Destra e Sinistra, 1994; Quale socialismo?, 1976), con la storia intellettuale del nostro paese (Italia fedele, 1986), con l’etica e con i diritti (Elogio della mitezza, 1994; L’età dei diritti, 1990; Il problema della guerra e le vie della pace, 1979). Fu presidente del Centro Gobetti di Torino e presidente onorario della Fondazione Critica liberale.
 
L'opera
Il libro raccoglie, a cura di «Critica liberale», tutti gli articoli e i vari scritti in cui Norberto Bobbio negli ultimi anni della sua vita affrontò, con la profondità e la lungimiranza che lo avevano sempre contraddistinto, il fenomeno del berlusconismo. Nell’impietosa disanima condotta senza alcun livore, ma con rigore scientifico e passione civile, l’autore affronta, all’alba della Seconda Repubblica, temi come il finanziamento di Forza Italia, la sua forma-partito, il falso liberalismo di Berlusconi, le debolezze e le complicità dell’opposizione, il monopolio televisivo, i primi vagiti dell’«inciucio», le forme vecchie e nuove del dispotismo e del populismo. Leggendo queste pagine il lettore rimpiangerà ancor di più la scomparsa di un grande maestro «omaggiato» quanto inascoltato, e capirà meglio le ragioni del declino dell’Italia.

 


François La Mothe Le Vayer - Adrien de Monluc - Claude Le Petit

L'ANTRO DELLE NINFE

a cura di Jean-Pierre Cavaillé
n.7 - Marzo 2008, 128 pagine, 14,00 Euro
Una raccolta di saggi di autori libertini e anticlericali che presenta una completa genesi ideologica e letteraria della sessualità, condensando una visione che, per certi versi, anticipa la dimensione contemporanea: l’oggettivazione del corpo femminile e il predominio del desiderio maschile.

Gli autori
 François La Mothe Le Vayer (1588-1672), discendente di una famiglia di magistrati, fu precettore della famiglia reale. È noto soprattutto per aver scritto testi semiclandestini e ritenuti all’epoca profondamente
antireligiosi.
 Adrien de Monluc (1571-1646), conte di Cramail, membro dell’alta aristocrazia e gran signore libertino, fu accusato di cospirazione contro il cardinale di Richelieu e imprigionato alla Bastiglia per oltre sette anni.
 Claude Le Petit (1639-1662), di umili origini, scrittore
e poeta, fu accusato di lesa maestà per aver composto il Bordel des Muses ou Les Neuf Pucelles putains e «altri scritti contro l’onore di Dio e dei santi». Morì sul rogo.
 Jean-Pierre Cavaillé insegna all’École des hautes études en sciences sociales di Parigi. Ha pubblicato diversi saggi ull’argomento e ha tradotto in francese De l’infinito, universo e mondi di Giordano Bruno (1995).
L’opera
L’immaginario relativo alla sessualità, come lo conosciamo attualmente, si è codificato nel tempo sulla base di modelli e di metafore che hanno una loro storia specifica. In Occidente, una tappa fondamentale nella storia della codificazione di tale immaginario è rappresentata dal pensiero libertino. Dopo i movimenti eretici che già avevano attraversato l’Europa nei secoli precedenti, nel XVII secolo si fa strada, soprattutto in Francia, una letteratura di argomento sessuale e di tono licenzioso, nella quale confluiscono gli stili più diversi, dall’alto al basso, dal sublime al triviale, dall’elegiaco al comico. Il volume coglie le radici di questo lato dell’immaginario sessuale contemporaneo e, allo stesso tempo, presenta un altro aspetto, minoritario in Occidente e oggi praticamente scomparso dalla cultura di massa. E cioè quello spirito rinascimentale dell’unità di corpo e psiche, di anima e sensi; uno spirito che, opponendosi alla concezione cristiana dell’ordine naturale e sociale, era fatalmente destinato a un tragico scontro con le autorità (temporali e spirituali) dell’epoca.


Paolo Bonetti

IL PURGATORIO DEI LAICI. Critica del neoclericalismo

Prefazione di Enzo Marzo

n.8 - Aprile 2008, 224 pagine, 15,00 Euro

La laicità dello Stato italiano appare ogni giorno più compromessa dall’ingerenza del Vaticano e della Cei nella nostra vita pubblica e privata, mentre la politica rimane impassibile. Più che mai occorre che si mobilitino le coscienze individuali per salvaguardare la libertà di coscienza e l’autonomia delle istituzioni.

L'autore

 Paolo Bonetti ha insegnato Filosofia morale all’Università di Cassino ed è attualmente docente di Bioetica nella facoltà di Scienze dell’Università di Urbino. Storico delle idee, si è occupato principalmente del pensiero morale e politico del Novecento, pubblicando libri su Croce, Gramsci, Pareto e sul gruppo di intellettuali e politici raccolti attorno alla rivista “Il Mondo”. Più recentemente il suo interesse si è rivolto ai temi della bioetica ai quali ha dedicato il libro Discorrendo di etica e bioetica. Collabora regolarmente alle riviste “Nuova Antologia” e “Critica liberale”
 
 L'opera
Un libro di battaglia, di polemica e di satira contro l’avanzata dei nuovi farisei, di coloro che vorrebbero far tornare l’Italia al clima bigotto e opprimente dei primi anni della Repubblica, quella che Gaetano Salvemini definì icasticamente la «repubblica monarchica dei preti» e che Ernesto Rossi e Guido Calogero descrissero in modo così brillante e corrosivo. I nuovi farisei, che talvolta si dichiarano perfino atei, dicono di voler difendere la libertà della Chiesa cattolica dalle prevaricazioni del laicismo e dalla disgregazione del relativismo. In realtà, a nessuno come al laico sta a cuore la libertà religiosa, poiché egli sa benissimo che la libertà religiosa è il fondamento di ogni altra libertà. Questa libertà, però coincide necessariamente con l’autonomia della coscienza individuale e con la separazione rigorosa della società civile dalla società religiosa. Laico non è il contrario di credente, ma l’opposto di clericale ed essere laici vuol dire, molto semplicemente, rifiutare la pretesa di utilizzare la religione o una qualsivoglia ideologia come strumento di governo. Il volume, nel ricordo di autentici maestri di laicità, vuol mettere in guardia contro questa pretesa che attenta alla nostra libertà di uomini e di cittadini.