taccuino - COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE SUBITO, E POLITICA DEI DUE TEMPI

enzo marzo

 TUTTI E SUBITO

Le parole di Casini alla “Stampa” aprono una nuova stagione politica. Egli ipotizza “uno schieramento repubblicano in difesa della democrazia”. “Senza se, e senza ma”.

Ora che Berlusconi apertamente e con sfacciataggine a Bonn ha enunciato la sua strategia eversiva e ha squalificato definitivamente il nostro paese nel consesso internazionale, nessuno più può far finta di nulla. Appare urgente la necessità di creare subito uno schieramento alternativo al nuovo ducetto, che si ponga come primario obiettivo la salvaguardia della democrazia e dello stato di diritto. Il potere fino a oggi di Berlusconi si è fondato sulle complicità indirette e sulla sottovalutazione del suo potenziale antidemocratico. La necessità di un Comitato di liberazione Nazionale, soprattutto dopo la manifesta disponibilità di Casini, appare chiara. E’ il tempo delle assunzioni di responsabilità.

La politica rinunciataria degli inciucisti ci ha portati allo sfacelo politico e morale. Berlusconi ha vinto sinora per colpa di alternative fragili e permeabili esse stesse al berlusconismo. I responsabili di questa sconfitte a ripetizione non insistano a farci perdere. Passino la mano, ma davvero. Dal canto loro, i terzisti con un’ipocrita e falsa equidistanza finora hanno tradito il loro dovere di liberali. Adesso, dallo stesso Berlusconi, sono posti di fronte all’alternativa: o con l’eversione populista e personalistica o con le regole d’un regime liberale e democratico. Devono scegliere. O di qua o di là. I democrat – a parte Franceschini –  ripropongono la strategia finora sempre battuta della inscindibilità tra la questione democratica e le enunciazioni programmatiche. Come se la restaurazione della democrazia non fosse già un vasto programma. Oggi il programma minimo coincide con quello massimo

Noi siamo liberali e quindi assai lontani sia da Casini sia da Ferrero, ma sosteniamo fin dall’avvento dell’era berlusconiana che di fronte a una realtà così devastante per la democrazia, tutti ma proprio tutti devono accantonare i loro programmi e i loro interessi, e unirsi contro il pericolo comune.

Se Bersani rimanda lo scontro contro Berlusconi alla elaborazione di un programma comune – una vera ammucchiata - tra Fini-Casini e Ferrero, è un mediocre furbastro che ci porta al massacro. Se mira ad escludere settori più o meno grandi dalla lotta antiberlusconiana, è un irresponsabile.

Si devono prospettare due tempi separati e consecutivi. Prima, bisogna respingere le velleità sovversive di Berlusconi; poi, restaurate le regole, ognuno riassumerà il suo ruolo e ricomincerà la normale dialettica politica. Senza né inquinamenti né pasticci. Così si è fatto contro il fascismo, così si deve fare contro il berlusconismo.

Sono anni che sosteniamo la strategia di un CNL. Ora anche i ciechi vedono che, senza una pronta costruzione di un fronte di tutti, di destra di centro di sinistra, in difesa della repubblica costituzionale, l’Italia è perduta.

 

[editoriale del prossimo n. 170 di “Critica liberale”]


13/12/2009 enzo marzo