Archivi categoria: astrolabio

Protesta e violenza: la distinzione che la politica non vuole fare

di angelo perrone

Le violenze di Milano vanno condannate senza attenuanti, ma non esauriscono le ragioni di una protesta giovanile diffusa. Né chi guarda solo all’ordine pubblico né chi legge la violenza come una forma di protesta aiuta a capirla. Serve una politica che risponda.

Un cappuccio nero, una vetrina in frantumi, un telefono alzato per filmare. Le immagini di Milano di sabato 17 ottobre, con il saccheggio del Decathlon in Foro Buonaparte e l’assalto a un supermercato di via Torino, sono quelle che resteranno. Ma dietro quelle immagini c’è dell’altro, e confonderlo con esse sarebbe un doppio errore: verso la verità dei fatti e verso i ragazzi che con i saccheggi non c’entrano nulla. Continua la lettura di Protesta e violenza: la distinzione che la politica non vuole fare →

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE E L’EQUILIBRIO DELLA COSTITUZIONE

di maurizio delli santi*

In una fase di profonde trasformazioni degli equilibri istituzionali, appare necessario riaffermare la centralità del Parlamento e il valore dei contrappesi che presidiano la democrazia costituzionale.

«Noi professori di Diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una profonda e motivata preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati»: così cominciava l’appello, significativamente intitolato “Torniamo alla Costituzione”, sottoscritto da oltre un centinaio di docenti di Diritto costituzionale, a testimonianza dell’ ennesimo allarme per la tenuta dei principi fondamentali della rappresentanza democratica e dell’equilibrio tra gli organi dello Stato. Nonostante ciò, la riforma è stata approvata, dando così avvio a un nuovo fronte di battaglia destinato a sfociare davanti alla Corte costituzionale.  Vale premettere una prospettiva: non ci interessa qui sostenere una linea politica di parte, ma solo richiamare le grandi elaborazioni della moderna democrazia deliberativa e della cultura giuridica europea. Si tratta di rifarsi ai modelli politici ispirati da pensatori come Hans Kelsen e Jürgen Habermas: la legittimazione democratica non può prescindere dal rispetto delle garanzie costituzionali e dal “parlamentarismo puro”, inteso come espressione di piena rappresentatività del pluralismo politico e della volontà popolare. Continua la lettura di LA NUOVA LEGGE ELETTORALE E L’EQUILIBRIO DELLA COSTITUZIONE →

Il livore del popolo sovrano

di danilo campanella 

La psicologia delle folle è una dinamica collettiva, in cui si intrecciano una miriade di condizioni, alcune delle quali sfuggiranno sempre anche al più abile ingegnere sociale. L’ennesima legge elettorale stabilirà nuove regole del gioco per i candidati alla rappresentanza istituzionale. Dietro le strategie e i macchinosi calcoli volti a scegliere tra rappresentanza e stabilità, in molti tra i cittadini sono “distratti” da altro: guadagnarsi da vivere. Continua la lettura di Il livore del popolo sovrano →

Il boia che non riesce: la pena di morte allo specchio

di angelo perrone

Christa Pike è sopravvissuta a due iniezioni letali: lo Stato che voleva ucciderla ora la cura. Dal patibolo alla pena esemplare e alla sicurezza, il caso pone una sola domanda: quale proporzione deve esserci tra il fatto e la pena?

Il 30 settembre, in Tennessee, lo Stato ha tentato di mettere a morte Christa Pike, condannata nel 1996 per l’omicidio di Colleen Slemmer. A trent’anni dalla sentenza, la donna è sopravvissuta alla prima dose di iniezione letale e, come previsto dalla procedura, ne è stata somministrata una seconda. È sopravvissuta anche a quella. Nessuna norma prevedeva che cosa fare in un caso simile, e le autorità l’hanno trasferita in ospedale. Secondo i suoi legali è intubata, attaccata al respiratore, priva di conoscenza; durante l’esecuzione sarebbero stati usati sette aghi. I giornalisti presenti hanno detto che nulla di ciò che era accaduto era normale. Continua la lettura di Il boia che non riesce: la pena di morte allo specchio →

Regeni, Tajani e la giustizia a giorni alterni

di angelo perrone

Prima ai giudici si chiede di essere esemplari con gli imputati «Colpirne uno per educarne cento», poi si spiega che i torturatori di Regeni sono «tre persone, non l’Egitto». Due frasi, un’unica idea di giurisdizione. Che cosa dicono dello Stato di diritto e della separazione dei poteri, quando valgono a giorni alterni.

Nel giro di pochi giorni il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha pronunciato due frasi che, lette insieme, dicono più di quanto vorrebbero. La prima a Roma, al «Villaggio della legalità», rispondendo a una cittadina che chiedeva più sicurezza nelle borgate: ai magistrati che decidono sugli arresti serve «più rigidità», e «colpirne uno per educarne cento» credo che serva, con tanto di citazione di Mao. La seconda dopo la sentenza Regeni: «Sono state condannate tre persone, non l’Egitto. I rapporti non cambiano». Continua la lettura di Regeni, Tajani e la giustizia a giorni alterni →

L’ORLO SARTORIALE CHE GIUSTIFICA IL POSSESSO

di alessandro giacomini

Se la politica conservatrice nostrana avesse bisogno di uno stemma per sintetizzare la propria idea di società, probabilmente non sceglierebbe un saggio di economia né una carta dei diritti civili, ma un metro da sarto. 

Le recenti perle sulla convenienza di sposare «una donna con la gonna più lunga, meno appariscente ma più affidabile» travalicano la singola esternazione folkloristica, sono la sintesi perfetta di una visione del mondo in cui il valore, la serietà e la fedeltà femminile si misurano rigorosamente in centimetri di tessuto. Continua la lettura di L’ORLO SARTORIALE CHE GIUSTIFICA IL POSSESSO →

Segregare non è integrare. Il tetto agli stranieri e la scuola che serve a tutti

di angelo perrone

Il governo annuncia un tetto del 30% di alunni stranieri per classe, nella stessa settimana in cui la cronaca racconta di una professoressa accoltellata e del suo perdono immediato. I due fatti non si spiegano a vicenda, ma la misura merita un giudizio proprio: non risolve il problema che dice di affrontare, e rischia di travestire da pedagogia una scelta identitaria.

Cominciamo da quello che il governo stesso ammette. La norma non è nuova: una circolare del 2010 fissava già quella soglia, ed è rimasta sulla carta per via delle deroghe. Oggi si annuncia una legge, ma gli stessi presidi interpellati dai giornali ne prevedono già altre, dove case e affitti concentrano le famiglie straniere in certi quartieri. Una misura che nasce sapendo di doversi piegare alla realtà non è pensata per funzionare: è pensata per essere annunciata. Continua la lettura di Segregare non è integrare. Il tetto agli stranieri e la scuola che serve a tutti →

Marzabotto: la polemica della FIAP

di antonio caputo – FIAP

Il comunicato, quorum ego, della Presidenza Fiap

𝐈𝐥 𝟐𝟑 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐫𝐚̀ 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐀𝐥𝐛𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞.
A Marzabotto, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, le SS della Reichsführer sterminarono settecentosettanta civili. Donne, bambini, anziani, interi nuclei familiari. È il più grande eccidio nazifascista di civili avvenuto in Europa occidentale. Il gonfalone del Comune è decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Come Presidenza della FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane esprimiamo ferma contrarietà. Continua la lettura di Marzabotto: la polemica della FIAP →

Torna la scuola: la formazione della persona e il cantiere della cittadinanza

di angelo perrone

Nei ricordi di chi è già adulto, era il trillo della campanella a scandire obblighi e ritmi: segnale odioso all’inizio della giornata, liberatorio al termine di spiegazioni aride. Oggi si cerca di superare quella rigidità, trasformando il rientro in un momento simbolico. Eppure, la scuola italiana resta appesantita da nodi irrisolti: precarietà, retribuzioni modeste, incertezza strutturale. Una distanza tra istituzione e società che rischia di alimentare un senso di estraneità e smarrimento. Continua la lettura di Torna la scuola: la formazione della persona e il cantiere della cittadinanza →

LA LEZIONE DEL CASO RANUCCI-LAVITOLA

di angelo perrone

Il caso Ranucci-Lavitola intreccia dinamiche giudiziarie e umane. C’è l’indagine sull’attentato dinamitardo ed emerge il piano psicologico, fatto di fragilità, lusinghe e seduzioni sottili con gesti apparentemente innocui. Sullo sfondo, la riflessione sul giornalismo d’inchiesta e sulla credibilità di chi informa, un bene prezioso. Questa storia parla di cronaca, di vulnerabilità umana e del delicato equilibrio tra fiducia pubblica e ambizione personale.

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DALLA CHIESA E LA FORZA DELLO STATO LIBERALE

di maurizio delli santi

 A quarant’anni dalla strage di via Carini, la lezione di Dalla Chiesa interroga su quale idea dello Stato, della sicurezza, della legalità e della democrazia si vuole attuare di fronte alle mafie che cambiano volto, alle nuove forme della criminalità,  ma anche alle tentazioni di una politica che vuol fare della  sicurezza solo propaganda, o, peggio, una condizione separata dalla Costituzione.

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La deriva degli imperi nella faglia di Ceuta

di maurizio delli santi*

È necessaria un’indagine internazionale indipendente e che l’ Europa rifletta sulle ‘esternalizzazioni’ se non vuole offrire altre leve alla minaccia ibrida.

Ormai è noto che stiamo vivendo la stagione dei risvegli imperiali, in cui la geografia viene violentata dai fantasmi del passato. Vladimir Putin giustifica l’aggressione all’Ucraina evocando la Rus’ di Kiev, un falso storico sulla Grande Russia dato che quel baricentro medievale fioriva autonomamente ben prima che Mosca emergesse da villaggio sperduto. E se Pechino ridisegna i confini sul Mar Cinese Meridionale tramite la “linea dei nove tratti”, Donald Trump rispolvera la Dottrina Monroe, ribattezzando il Golfo del Messico in “Golfo d’America” e rivendicando pretese egemoniche su Venezuela, Messico, Panama, Cuba, Canada e persino sulla Groenlandia. Al contempo, il governo israeliano mira al disegno del “Grande Israele” a scapito delle legittime aspirazioni dei palestinesi e delle altre entità arabe oppositrici,  mentre Erdogan guarda al progetto neo-ottomano della Patria Blu e della Grande Turchia con mire già estese su Cipro, Libia e Somalia. Continua la lettura di La deriva degli imperi nella faglia di Ceuta →