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Sommario
la biscondola
03. paolo bagnoli, immersi nel caos farsi filosofi
la cerimonia degli addii
05. natalino irti, il giornalismo tra opinione e dogma
08. casapound 8207 giorni di occupazione illegale
la crisi della civiltà
09. angelo perrone, la strage di amendolara e il sistema del caporalato – contro le agromafie, una legalità del fare
l’osservatore laico
11. francesca palazzi arduini, pope ai, il braccio di ferro di prevost con la nuova divinità – seconda puntata
in rima
12. maurizio fumo, la Corte dei Ponti
cronache da palazzo
13. riccardo mastrorillo, nuovi soggetti politici nascono
14. bêtise
astrolabio
15. angelo perrone, vannacci vs gruber: se la politica abdica al ring del talk show
16. danilo campanella, autorità prescrittiva e diritto alla sanità universale
la vita buona
18. valerio pocar, coccinelle e lupetti
la cerimonia degli addii
20. niccolò rinaldi, il teatro del cuore e l’amore come politica di plinio perilli – (roma 7 giugno 1955 – roma 30 maggio 2026)
cosmopolis
22. ermanno vitale, quattro anni dopo, l’ucraina è ancora orgogliosamente in piedi
gli stati uniti d’europa
24. maurizio delli santi, la sfida per l’europa: ricostruire l’ ordine internazionale liberale
27. comitato di direzione
27. hanno collaborato

La mostra resterà aperta dal 18 giugno al 17 luglio 2026
di angelo perrone
La provocazione del ministro Carlo Nordio, che definisce il codice penale del 1930 “il libro più importante sulla giustizia” evocando la firma di Benito Mussolini, rappresenta un cortocircuito logico e storico. La dichiarazione, fatta a Roma durante l’evento editoriale “Più libri più liberi”, nel mezzo di una polemica politica sull’antifascismo, è una battuta a effetto che svilisce il ruolo delle istituzioni in una Repubblica democratica. Continua la lettura di Ministro Nordio, la Giustizia italiana non è firmata da Mussolini, è scritta nella Costituzione
Spetta a noi determinare il futuro delle prossime generazioni di russi e ucraini, incontriamoci. La lettera di Zelensky
di Volodymyr Zelensky
Pubblichiamo la lettera del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky indirizzata al presidente russo Vladimir Putin.
Quando sei salito al potere in Russia più di 26 anni fa, molte persone in Ucraina ti vedevano positivamente. Era così. Ma questo appartiene ormai al passato. Oggi la stragrande maggioranza degli ucraini guarda con favore al fatto che i nostri droni a lungo raggio abbiano fatto visita all’inaugurazione del tuo forum a San Pietroburgo, coprendo una distanza di oltre 1000 km. Come sai bene quella distanza non è il limite delle nostre capacità.
In 26 anni al potere, hai stravolto completamente l’agenda delle relazioni tra Ucraina e Russia. Da discussioni su commercio e questioni civili, i nostri paesi sono passati a parlare quasi esclusivamente di attacchi e perdite. Hai trascorso quasi metà dei tuoi 26 anni di potere in Russia a fare guerra all’Ucraina. Qualunque cosa tu possa dire sulla Nato, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale – una guerra senza una vera ragione. Così la ricorderà la storia. Quegli anni avrebbero potuto essere molto diversi. Continua la lettura di PUTIN, FERMA LA TUA GUERRA
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Sommario
editoriale
03. salvatore rondello, gli 80 anni della nostra repubblica
06. maurizio delli santi, la repubblica, modello di libertà e di democrazia ancora da difendere – un’eredità in cui occorre rigenerare il liberalismo costituzionale
la biscondola
09. paolo bagnoli, una politica di libertà
la cerimonia degli addii
11. giovanni perazzoli, gennaro sasso, maestro di filosofia – con postilla di e.ma.
appello
15. contro le primarie
cronache da palazzo
16. riccardo mastrorillo, le tentazioni peroniste non muoiono mai
astrolabio
18. angelo perrone, comunali e campo largo: tutti i nodi per costruire l’alternativa
20. grazia francescato, rinnovabili: sì, no, però… ma perché?
22. fabio roggiolani, il paesaggismo psichiatrico: il caso sardegna
25. casapound 8193 giorni di occupazione illegale
la vita buona
26. valerio pocar, sigari cubani
in fondo
28. enzo marzo, preparare subito il futuro del c.l.n. 2
31. comitato di direzione
31. hanno collaborato
La Costituzione, ancora in vigore non prevede in alcun modo l’elezione diretta del Presidente del Consiglio.
L’indicazione della persona incaricata di assumere la Presidenza del Consiglio dei Ministri spetta al Presidente della Repubblica e la scelta spetta al Parlamento. La democrazia ha delle regole di base che non sarebbero minimamente rispettate (negli USA, per esempio, le primarie eleggono delegati che decidono il candidato alla Presidenza, ma votano esclusivamente gli iscritti ad un registro pubblico), mentre nel caso italiano il corpo elettorale delle primarie non sarebbe “certo”, potrebbero partecipare non solo iscritti e simpatizzanti, ma anche stranieri residenti, guastatori, boicottatori, financo gli elettori della coalizione avversa che vogliono scegliersi l’avversario preferito. Ma soprattutto si introdurrebbe a poche settimane dal voto delle “politiche” una masochistica competizione conflittuale tra partiti alleati, militanti e potenziali elettori della medesima coalizione. Continua la lettura di CONTRO LE PRIMARIE
tratto da: Il festival della politica – edizione 2021
Fondazione Gianni Pellicani
di maurizio delli santi*
Un’eredità in cui occorre rigenerare il liberalismo costituzionale
Archiviate le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della Repubblica, il rischio è che il significato del 2 giugno resti confinato alla dimensione della ricorrenza. In realtà, le trasformazioni che attraversano il nostro tempo – dall’indebolimento dei corpi intermedi alle crescenti disuguaglianze sociali, dalle tensioni geopolitiche alle nuove forme di concentrazione del potere economico e tecnologico – ripropongono una questione che investe direttamente la qualità della nostra democrazia: quanto sono ancora solide le garanzie poste a tutela della libertà e dell’equilibrio costituzionale? Continua la lettura di OLTRE IL 2 GIUGNO: LA REPUBBLICA, MODELLO DI LIBERTÀ E DI DEMOCRAZIA ANCORA DA DIFENDERE
di angelo perrone
Il meccanismo paradossale che governa alcune scelte della politica contemporanea trova nella gestione dell’immigrazione la sua espressione più evidente e drammatica. Ci si trova di fronte a un’azione di governo che, concentrandosi sulla propaganda anziché sulla realtà, non solo non risolve i problemi, ma finisce per ampliarli e strutturarli, utilizzandone poi gli effetti deteriori per alimentare la paura e trarne profitto elettorale. Continua la lettura di Il paradosso delle migrazioni: l’emergenza come strategia di consenso
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Sommario
appello
03. contro le primarie
la biscondola
04. paolo bagnoli, uno scatto di civiltà, di serietà, di moralità
astrolabio
06. angelo perrone, il bilancio di un paese in bilico
08. casapound 8179 giorni di occupazione illegale
cronache da palazzo
09. riccardo mastrorillo, l’imperfezione degli algoritmi
la cerimonia degli addii
11. niccolò rinaldi, la lotta dura senza paura di olivier dupuis
l’osservatore laico
13. francesca palazzi arduini, “nuns vs vatican” arriva in italia
la vita buona
15. valerio pocar, cittadini del mondo
gli stati uniti d’europa
17. graham watson, un altro campanello d’allarme
lo spaccio delle idee
19. valentine faure, “il mercato delle idee”- una parola nell’aria
21. giovanni perazzoli, il liberalismo e i nostalgici della totalità perduta – polemica con marcello veneziani
24. ermanno vitale, dispotismo asiatico, democratura e mistica del comando
26. antonio caputo, “la libertà finirà sempre per trionfare” – 90 anni dopo l’assassinio fascista dei fratelli rosselli: quale socialismo del futuro?
29. bêtise
30. comitato di direzione
30. hanno collaborato
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