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Mercoledì 7 ottobre alle ore 17:00
presso l’Urban Center metropolitano di Roma
in Viale Manzoni, 34
presentazione del libro:
“Per l’agorà. Scritti sulla questione urbana e territoriale 2008-2024”
di Giovanni Vetritto
con Prefazione di Giuliano Amato editore Rubbettino. Interverranno: Giovanni Cannata, Rossella Muroni, Stefano Rolando, Paola Rossi. Modera Valentina Piscitelli



A questo link potete trovare il programma completo dell’iniziativa.
Sarà possibile seguire il convegno anche da remoto.
Per informazioni e per ricevere il link, si prega di scrivere a centenariogobetti@gmail.com.
per scaricare il pdf del “NONMOLLARE” clicca qui
Sommario
la biscondola
03. paolo bagnoli, onore a emma bonino
cronache da palazzo
04. riccardo mastrorillo, l’eterna predisposizione alla sconfitta
astrolabio
05. angelo perrone, riforma elettorale: perché rischia di indebolire la fiducia dei cittadini
08. ermanno vitale, «detesto i fanatici con tutta l’anima»
polemica con d’orsi
cosmopolis
10. maurizio delli santi, fermare la disumanizzazione dell’ia delle guerre
la vita buona
13. valerio pocar, le opere di misericordia
15. casapound 8305 giorni di occupazione illegale
lo spaccio delle idee
16. roberto badulato, un uomo dell’altra italia
18. comitato di direzione
18. hanno collaborato
Supplemento Speciale
dedicato a Mirella Sartori “Laicità XXI Secolo”
Sommario
editoriale
04. enzo marzo, la ferocia umana e l’ipocrisia delle chiese
07. giulio ercolessi, laicità XXI secolo
la laicità oggi
15. francesca palazzi arduini, nuove credulità, nuove sfide
19. alessandro giacomini, l’illusione della laicità e il relitto della bestemmia. la religione di stato c’è ancora
21. sergio lariccia, laicità delle istituzioni e garanzie dei cittadini nella repubblica italiana democratica
35. valerio pocar, cambiare per rimanere
37. attilio tempestini, laicità, partiti, caso italiano
38. federica tourn, «sinite parvulos venire ad me» –
«lasciate che i fanciulli vengano a me»
43. comitato di direzione
43. hanno collaborato
di roberto badulato
La nuova edizione del 2026 de Il Federalista, pubblicata da Edizioni Effigi e curata da Gigliola Sacerdoti Mariani, rappresenta un evento editoriale e storiografico di enorme rilievo. Pubblicato in occasione del 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti (1776-2026), il volume getta una luce del tutto nuova sulla raccolta di 85 articoli scritti tra il 1787 e il 1788 da Alexander Hamilton, James Madison e John Jay sotto lo pseudonimo collettivo di Publius Continua la lettura di come si fonda una democrazia
di angelo perrone
Prima ai giudici si chiede di essere esemplari con gli imputati «Colpirne uno per educarne cento», poi si spiega che i torturatori di Regeni sono «tre persone, non l’Egitto». Due frasi, un’unica idea di giurisdizione. Che cosa dicono dello Stato di diritto e della separazione dei poteri, quando valgono a giorni alterni.
Nel giro di pochi giorni il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha pronunciato due frasi che, lette insieme, dicono più di quanto vorrebbero. La prima a Roma, al «Villaggio della legalità», rispondendo a una cittadina che chiedeva più sicurezza nelle borgate: ai magistrati che decidono sugli arresti serve «più rigidità», e «colpirne uno per educarne cento» credo che serva, con tanto di citazione di Mao. La seconda dopo la sentenza Regeni: «Sono state condannate tre persone, non l’Egitto. I rapporti non cambiano». Continua la lettura di Regeni, Tajani e la giustizia a giorni alterni
comitato gobetti
Continua la lettura di Riflessione sull’intervista dell’eccellentissimo grecista Luciano Canfora

di enzo marzo
È il 1270. A Viterbo i venti cardinali della Chiesa cattolica non riescono a mettersi d’accordo sul nome del futuro Papa. Anche allora c’è una fazione che tifa per un Papa francese (o russo?) e un’altra che non vuole cedere. Trascorrono più di mille giorni inutilmente. I cittadini di Viterbo, con tutte le attività bloccate e col timore di una frattura irreversibile della Chiesa, decidono di farla finita e, forconi alla mano, chiudono a chiave i cardinali, stabiliscono per loro una dieta a pane e acqua e scoperchiano il tetto della sala in cui si riuniscono, confidando così che la pioggia e il freddo diano una mano ad accelerare il voto finale. I venti cardinali capiscono l’antifona, scelgono presto presto sei di loro che siano rappresentativi per prendere una decisione. Così in breve habemus papam. Il prescelto è Clemente X, scelto al di fuori del conclave, un arcidiacono non cardinale che, apprezzando il modo rapido con cui è stato prescelto, decide una volta per tutte che quella sarà la procedura per risolvere i conflitti interni. A parte lo scoperchiamento del tetto.
Questa è la premessa. Oggi il Campo Largo è in frantumi. A parole tutti dichiarano la loro consapevolezza che se il centrosinistra non si presenterà unito e compatto la vittoria tornerà all’estrema destra. A parole tutti ammettono che nel 2022 Meloni ha traslocato dalla Garbatella a Pazzo Chigi grazie alla imbecillità politica degli pseudo oppositori. Ma è bastata, per i ripetenti, la lezione da prima elementare? Non si direbbe proprio. Sono passati quattro anni. Abbiamo avuto un governo che fin dal primo momento ha mostrato in tutti i provvedimenti sia la sua impronta autoritaria sia ovviamente il protezionismo per le classi sociali e per le categorie che lo avevano votato. Sono fioccati immotivati decreti legge, bonus, condoni, regalie, flat tax, rottamazioni. Il paese, che stava in bilico sul burrone, sotto la spinta degli interessi da proteggere e dalla ignoranza di una classe politica pateticamente incapace e perfino ridicola, ormai sta precipitando in un abisso senza fondo.
di alessandro giacomini
Se la politica conservatrice nostrana avesse bisogno di uno stemma per sintetizzare la propria idea di società, probabilmente non sceglierebbe un saggio di economia né una carta dei diritti civili, ma un metro da sarto.
Le recenti perle sulla convenienza di sposare «una donna con la gonna più lunga, meno appariscente ma più affidabile» travalicano la singola esternazione folkloristica, sono la sintesi perfetta di una visione del mondo in cui il valore, la serietà e la fedeltà femminile si misurano rigorosamente in centimetri di tessuto. Continua la lettura di L’ORLO SARTORIALE CHE GIUSTIFICA IL POSSESSO
di ermanno vitale
Leggo sempre con attenzione la Lettre du Dimanche che la rivista “Le Grand Continent” mi invia puntualmente ogni settimana. Quasi sempre è interessante, anche se a mio gusto la prosa è più letteraria che analitica e le conclusioni talvolta assomigliano agli ambigui responsi dell’oracolo di Delfi. Ma occorre ammettere che il lettore non prevenuto trova informazioni e spunti di riflessione difficilmente rintracciabili altrove, perlomeno nel dibattito italiano. Continua la lettura di Grande mobilitazione, pollai e “tanatopolitica”
di angelo perrone
Il governo annuncia un tetto del 30% di alunni stranieri per classe, nella stessa settimana in cui la cronaca racconta di una professoressa accoltellata e del suo perdono immediato. I due fatti non si spiegano a vicenda, ma la misura merita un giudizio proprio: non risolve il problema che dice di affrontare, e rischia di travestire da pedagogia una scelta identitaria.
Cominciamo da quello che il governo stesso ammette. La norma non è nuova: una circolare del 2010 fissava già quella soglia, ed è rimasta sulla carta per via delle deroghe. Oggi si annuncia una legge, ma gli stessi presidi interpellati dai giornali ne prevedono già altre, dove case e affitti concentrano le famiglie straniere in certi quartieri. Una misura che nasce sapendo di doversi piegare alla realtà non è pensata per funzionare: è pensata per essere annunciata. Continua la lettura di Segregare non è integrare. Il tetto agli stranieri e la scuola che serve a tutti
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