Il boia che non riesce: la pena di morte allo specchio

di angelo perrone

Christa Pike è sopravvissuta a due iniezioni letali: lo Stato che voleva ucciderla ora la cura. Dal patibolo alla pena esemplare e alla sicurezza, il caso pone una sola domanda: quale proporzione deve esserci tra il fatto e la pena?

Il 30 settembre, in Tennessee, lo Stato ha tentato di mettere a morte Christa Pike, condannata nel 1996 per l’omicidio di Colleen Slemmer. A trent’anni dalla sentenza, la donna è sopravvissuta alla prima dose di iniezione letale e, come previsto dalla procedura, ne è stata somministrata una seconda. È sopravvissuta anche a quella. Nessuna norma prevedeva che cosa fare in un caso simile, e le autorità l’hanno trasferita in ospedale. Secondo i suoi legali è intubata, attaccata al respiratore, priva di conoscenza; durante l’esecuzione sarebbero stati usati sette aghi. I giornalisti presenti hanno detto che nulla di ciò che era accaduto era normale. Continua la lettura di Il boia che non riesce: la pena di morte allo specchio →

PERCHÉ LA SFIDA DI TRUMP ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE È UN ATTACCO ALLA CIVILTÀ GIURIDICA EUROPEA

di maurizio delli santi

L’iniziativa di Washington contro la Corte penale dell’Aja compromette il futuro della giustizia internazionale

L’attacco di Trump alla Corte penale internazionale riporta al centro il dilemma tra sovranità e responsabilità: la giustizia internazionale, una conquista di civiltà giuridica concepita soprattutto in Europa dopo le catastrofi umanitarie del Novecento, non può essere cancellata se si vuole evitare che i più gravi  crimini contro l’umanità restino impuniti. L’Italia, che ha dato i  natali allo Statuto di Roma istitutivo della Corte, non deve rimanere inerme. Continua la lettura di PERCHÉ LA SFIDA DI TRUMP ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE È UN ATTACCO ALLA CIVILTÀ GIURIDICA EUROPEA →

USCITO IL N.198 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
l’osservatore laico

03. francesco zanardi, lo scandalo di enna – istituzioni genuflesse alla chiesa
la biscondola
05. paolo bagnoli, non dimenticare piero calamandrei
cosmopolis
07. maurizio delli santi, ottant’anni da norimberga — le pietre d’inciampo, la memoria e la responsabilità della giustizia
10. ermanno vitale, grande mobilitazione, pollai e “tanatopolitica”
12. niccolò rinaldi, i talebani e l’apartheid di genere in afghanistan
la vita buona
14. valerio pocar, burqa, scolastico o elettorale?
astrolabio
16. gianni cuperlo, una pessima riforma elettorale
18. angela furlan, diritti senz’anima – l’effettività amministrativa dei diritti fondamentali alla prova del caso miriam
21. barbara fabbroni, aggredire, filmare, condividere: che cosa sta accadendo ai nostri ragazzi?
25. roberto fieschi, energia dalla fusione nucleare
lo spaccio delle idee
23. alessandro cavaliere, gregory bateson e l’ecologia liberale – oltre la pianificazione di sinistra e il finto pragmatismo di destra
in fondo
27. enzo marzo, 1. il conclave – cum clave  2. il pelo e il vizio del lupo
30. comitato di direzione
30. hanno collaborato

Torino, 08 ottobre 2026 ore 17.00 – inaugurazione mostra

Piero Gobetti e l’Università di Torino:
tracce della formazione di un “eroe silenzioso”

Mostra organizzata dal Dipartimento di Studi storici, dalla Biblioteca “Norberto Bobbio”, dalla Biblioteca storica di Ateneo “Arturo Graf”, dall’Archivio storico dell’Università di Torino insieme al Centro studi Piero Gobetti di Torino.

La mostra, allestita nel 100° della sua morte, illustra le numerose relazioni che Piero Gobetti instaurò con i professori della facoltà Giuridica torinese, dove conseguì la laurea il 14 luglio 1922 discutendo – con Gioele Solari – una tesi sulla filosofia politica di Vittorio Alfieri. Sono inoltre approfonditi i legami coi professori di Lettere e Filosofia, che precedettero e affiancarono la sua iscrizione al corso di laurea in Filosofia, avvenuta nel novembre dello stesso 1922: carriera che si interruppe dopo circa un anno lasciando agli atti il superamento di tre esami. Parallelamente, la mostra intende ricordare la figura di Gobetti attraverso il filo dei legami con alcuni suoi coetanei che anch’essi compirono il percorso di studi all’Università di Torino nel frangente fra le due guerre: e che, idealmente guidati dal suo esempio, si impegnarono attivamente nella lotta di liberazione, spesso raggiungendo ruoli di primo piano nell’organizzazione della resistenza piemontese. Fino alla fondazione del Centro studi Piero Gobetti nel 1961: che contò sull’adesione dello stesso Ateneo torinese e che elesse a primo presidente Norberto Bobbio, tra i firmatari dell’atto costitutivo insieme a molti altri laureati di Solari, tra i quali Alessandro Passerin d’Entrèves, Renato Treves, Giorgio Agosti e Franco Antonicelli.

Curatrice della mostra: Cristina Cavallaro

Inaugurazione:
Giovedì 8 ottobre 2026, ore 17.00

Partecipano:
Paolo Cozzo (Direttore del Dipartimento di Studi storici)
Leonardo Mineo (Delegato del Prorettore per lo sviluppo e il coordinamento del Sistema Archivistico e del
Sistema Bibliotecario di Ateneo)
Luciano Olivero (Presidente della Biblioteca “Norberto Bobbio”)

Interventi:
Maria Cassella (Responsabile dell’Area servizi bibliotecari del Campus Luigi Einaudi)
Pietro Polito (Direttore Centro studi Piero Gobetti)
Cristina Cavallaro (Docente di Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia e curatrice della mostra)

Sedi e orari:
Biblioteca Bobbio: lun-ven 8.30-19.15; sab 8.30-13.15
Archivio storico: lun-ven 9.30-12.30 e 14.30-17.00

Mercoledì 7 ottobre alle ore 17:00
presso l’Urban Center metropolitano di Roma
in Viale Manzoni, 34
presentazione del libro:

“Per l’agorà. Scritti sulla questione urbana e territoriale 2008-2024”
di Giovanni Vetritto

con Prefazione di Giuliano Amato editore Rubbettino. Interverranno: Giovanni Cannata, Rossella Muroni, Stefano Rolando, Paola Rossi. Modera Valentina Piscitelli

«Che ho a che fare io con gli schiavi?».
Piero Gobetti, editore ideale

Nel 100° della morte di Piero Gobetti (Torino, 1901- Parigi, 1926), l’Archivio Prezzolini e il Centro studi Piero Gobetti hanno voluto dedicare una mostra bibliografica e documentaria all’intellettuale antifascista torinese, il quale, nel breve tempo che ebbe a disposizione, cercò di realizzare compiutamente, a costo dell’esilio, il progetto di editore ideale che il regime gli aveva impedito di portare avanti in patria. L’esposizione si concentra proprio sull’attività editoriale di Gobetti, quindi sugli anni 1922-1926, periodo in cui fu attiva a Torino la sua casa editrice, dalla quale uscirono 114 titoli. Di questi, ne vengono esposti 55, provenienti dalle Biblioteche cantonali di Lugano, Bellinzona, Mendrisio, dalla Biblioteca Salita dei Frati e dal Centro studi Piero Gobetti di Torino. Tra i volumi, distribuiti in tre sezioni (opere di e su Piero Gobetti, Politica e storia, Arte e letteratura), alcuni sono accompagnati da documenti archivistici che ne tracciano la genesi, la realizzazione, la fortuna, mettendo in evidenza i rapporti tra autori e editore, segnatamente tra Gobetti e Prezzolini. Curatori della mostra: Mattia Bettoni (Archivio Prezzolini), Simone Bionda (Archivio Prezzolini), Francesco Campobello (Università degli Studi di Torino).

Inaugurazione:

Martedì 6 ottobre, ore 18.00,
Biblioteca Cantonale Lugano, Svizzera

Partecipano:
Mattia Bettoni (Archivio Prezzolini)
Simone Bionda (Archivio Prezzolini)
Francesco Campobello (Università degli Studi di Torino)
Pietro Polito (Direttore del Centro studi Piero Gobetti di Torino)
Stefano Vassere (Direttore delle Biblioteche cantonali) 

USCITI IL N.197 DEL “NONMOLLARE” e il Supplemento Speciale dedicato a Mirella Sartori “Laicità XXI Secolo”

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dedicato a Mirella Sartori “Laicità XXI Secolo”  clicca qui

Sommario
la biscondola

03. paolo bagnoli, onore a emma bonino
cronache da palazzo
04. riccardo mastrorillo, l’eterna predisposizione alla sconfitta
astrolabio
05. angelo perrone, riforma elettorale: perché rischia di indebolire la fiducia dei cittadini
08. ermanno vitale, «detesto i fanatici con tutta l’anima»
polemica con d’orsi
cosmopolis
10. maurizio delli santi, fermare la disumanizzazione dell’ia delle guerre
la vita buona
13. valerio pocar, le opere di misericordia
15. casapound 8305 giorni di occupazione illegale
lo spaccio delle idee
16. roberto badulato, un uomo dell’altra italia
18. comitato di direzione
18. hanno collaborato


Supplemento Speciale
dedicato a Mirella Sartori “Laicità XXI Secolo” 

Sommario
editoriale
04. enzo marzo, la ferocia umana e l’ipocrisia delle chiese
07. giulio ercolessi, laicità XXI secolo
la laicità oggi
15. francesca palazzi arduini, nuove credulità, nuove sfide
19. alessandro giacomini, l’illusione della laicità e il relitto della bestemmia. la religione di stato c’è ancora
21. sergio lariccia, laicità delle istituzioni e garanzie dei cittadini nella repubblica italiana democratica
35. valerio pocar, cambiare per rimanere
37. attilio tempestini, laicità, partiti, caso italiano
38. federica tourn, «sinite parvulos venire ad me» –
«lasciate che i fanciulli vengano a me»
43. comitato di direzione
43. hanno collaborato

come si fonda una democrazia

di roberto badulato

La nuova edizione del 2026 de Il Federalista, pubblicata da Edizioni Effigi e curata da Gigliola Sacerdoti Mariani, rappresenta un evento editoriale e storiografico di enorme rilievo. Pubblicato in occasione del 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti (1776-2026), il volume getta una luce del tutto nuova sulla raccolta di 85 articoli scritti tra il 1787 e il 1788 da Alexander Hamilton, James Madison e John Jay sotto lo pseudonimo collettivo di Publius Continua la lettura di come si fonda una democrazia →

Regeni, Tajani e la giustizia a giorni alterni

di angelo perrone

Prima ai giudici si chiede di essere esemplari con gli imputati «Colpirne uno per educarne cento», poi si spiega che i torturatori di Regeni sono «tre persone, non l’Egitto». Due frasi, un’unica idea di giurisdizione. Che cosa dicono dello Stato di diritto e della separazione dei poteri, quando valgono a giorni alterni.

Nel giro di pochi giorni il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha pronunciato due frasi che, lette insieme, dicono più di quanto vorrebbero. La prima a Roma, al «Villaggio della legalità», rispondendo a una cittadina che chiedeva più sicurezza nelle borgate: ai magistrati che decidono sugli arresti serve «più rigidità», e «colpirne uno per educarne cento» credo che serva, con tanto di citazione di Mao. La seconda dopo la sentenza Regeni: «Sono state condannate tre persone, non l’Egitto. I rapporti non cambiano». Continua la lettura di Regeni, Tajani e la giustizia a giorni alterni →

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