di angelo perrone
Prima ai giudici si chiede di essere esemplari con gli imputati «Colpirne uno per educarne cento», poi si spiega che i torturatori di Regeni sono «tre persone, non l’Egitto». Due frasi, un’unica idea di giurisdizione. Che cosa dicono dello Stato di diritto e della separazione dei poteri, quando valgono a giorni alterni.
Nel giro di pochi giorni il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha pronunciato due frasi che, lette insieme, dicono più di quanto vorrebbero. La prima a Roma, al «Villaggio della legalità», rispondendo a una cittadina che chiedeva più sicurezza nelle borgate: ai magistrati che decidono sugli arresti serve «più rigidità», e «colpirne uno per educarne cento» credo che serva, con tanto di citazione di Mao. La seconda dopo la sentenza Regeni: «Sono state condannate tre persone, non l’Egitto. I rapporti non cambiano». Continua la lettura di Regeni, Tajani e la giustizia a giorni alterni



